Portfolio di Maurizio Di Fiore

martedì 15 dicembre 2009

Oltre le Secche della Meloria

Oltre le secche della Meloria

Nel fazzoletto di mare che va dalla costa livornese fino all'Isola di Gorgona esistono molti punti d'immersione, affascinanti e poco battuti, molti dei quali frequentati solo da subacquei veterani o da subacquei tecnici. Eh si! Questi fondali, seppur impegnativi e molto belli, sono meno famosi rispetto alla più comoda e facile costa livornese. Chi li esplora ne rimane così affascinato da tornarci, ritornarci e tornarci ancora. Perché affascinano? Le secche ed i cigli oltre le Secche della Meloria sono caratterizzati da acqua quasi sempre limpida e pesce detto volgarmente “bianco” cioè sparidi, ombrine, corvine, musdee e cernie. Queste immersioni sono tutte con profilo quadro, le pareti infatti non sono molto nette, al massimo fanno sbalzi di 5/6 metri con profondità che variano dai 30 ai 55 metri. Fa eccezione il “Il Chiattone”, un relitto che giace proprio sulle secche a circa 15 m di profondità.
Vediamone alcuni:


Ciglio Miglioranza

Il ciglio è così denominato perché il sig. Miglioranza era un corallaro abitudinario di quest’area. Questo lungo costone, situato a circa 6 miglia dalla costa livornese, scende da circa 36m sino ad un massimo di 50m di profondità. Questo ciglio è caratterizzato da un bellissimo coralligeno colonizzato da alcuni rami di corallo rosso di notevoli dimensioni, da madreporari come la Leptopsammia pruvoti e da spugne del genere Verongia e Spongia. Sul sommo della murata è sempre possibile ammirare banchi di anthias. Frequentemente si vedono anche cernie che fanno capolino dalla loro tana. La parete è ricca di anfratti e piccole grotte passanti che spesso ospitano colonie di saraghi, corvine o di ombrine. Sempre negli anfratti non è difficile imbattersi in astici o aragoste. Allontanandosi qualche metro dalla parete non è improbabile l'incontro con la rana pescatrice.













Ciglio del Siluro

Anche il “Ciglio del Siluro” si trova oltre le Secche della Meloria, ad una distanza di circa 6 miglia dalla costa. La particolarità di questa immersione è sicuramente data dalla trasparenza dell'acqua, quasi sempre assicurata. Il ciglio si sviluppa da 30 ad un massimo di 40 m di profondità, alternando punti in cui degrada più nettamente con sbalzi di 3/4 m ad altri dove è meno netto. In questa immersione è possibile vedere pesce pelagico come palamite, sgombri e sugarelli, mentre in tana si possono avvistare cernie, ombrine, polpi e saraghi di ragguardevoli dimensioni. Normalmente il diving center fa effettuare l'immersione in corrente, per dar modo di visitare una più ampia parte di parete. Svolgere l'immersione in questo modo vuol dire effettuare discesa, risalita e tappa di sicurezza nel blu, senza riferimenti. Vista la particolarità dell'immersione, questa è indicata solo a sub esperti con testimoniata esperienza di immersioni oltre trenta metri e con certificazione 'deep'. Tecnicamente quest'immersione si può effettuare con buoni tempi di fondo utilizzando un miscela nitrox Ean 30.


Ciglio delle Aragoste

Il ciglio delle aragoste si trova oltre le Secche della Meloria e si sviluppa in maniera ortogonale rispetto alla costa. Insieme alla “Secchina” è uno dei punti d'immersione più lontani, posto a circa 7 miglia rispetto alla costa.
Anche se dal punto di vista bentonico il fondale è meno popolato rispetto alla costa, le immersioni in questo sito sono caratterizzate dalla eccezionale limpidezza delle acque con punte anche di 40 m di visibilità. Le buche e spaccature che offre il ciglio sono popolate da grosse aragoste, lupicanti e cernie che, a detta di molti, riempiono gli occhi quanto se non di più del corallo rosso che in questo sito non è presente.


La Secchina

La “Secchina” è un immersione profonda con cappello a 38m e profondità massima di 50m.
Si trova a 11 miglia dalla costa di Livorno, oltre le Secche della Meloria, a poche miglia dall’Isola di Gorgona. Con mare calmo il tempo stimato di navigazione, con un velocità di crociera di circa 23 nodi, è di 20/25 minuti. Quest’immersione è riservata solo ai subacquei con testimoniata esperienza e con brevetti tecnici a causa dell’impossibilità di rimanere in curva di sicurezza in termini di rapporto profondità e tempi. Inoltre, essendo una secca in mezzo al mare, l'area è soggetta a forti correnti. Normalmente il diving center che accompagna, vista la particolarità dell’immersione, preferisce dare soltanto supporto logistico senza accompagnare i subacquei. L’immersione è veramente bella, acqua limpidissima con 40 m di visibilità. La secca è completamente coperta da gorgonie rosse alte più di un metro, molte delle quali ospitano esemplari di “stella gorgone” Astrospartus mediterraneum. Durante la discesa e la risalita è frequente l’incontro con palamite. Sul cappello è piuttosto ricorrente imbattersi in banchi di dentici in caccia. La secca si erge da un fondale sabbioso di grana grande; molti sono gli anfratti e le spaccature nella roccia, spesso occupati da grandi cernie, musdee, gronghi, saraghi, ombrine e corvine. Non è difficile l’incontro con pesci san pietro, pesci luna e lampughe e, se si è veramente fortunati, mobule. Nella parte nord-est della secca vi è un carrello tipo quello dei minatori, servito a suo tempo al posizionamento di una mina antinave. La mina, ormai priva di ogni carica e mangiata dal mare, si trova nella parte a sud della secca. L’immersione va affrontata con una discreta quantità d’aria (18 litri, bibo), la quota media dell’immersione è 45 m con un punte massime di 47/50 m e ciò porta ad un veloce accumulo di minuti di decompressione. Spesso si può anche incontrare molta corrente che fa consumare più aria del previsto. Dal punto di vista tecnico, l'immersione è obbligatoriamente con decompressione. Si possono comunque ridurre i tempi di decompressione scegliendo il nitrox come miscela di fondo. Un esempio di scelta di gas è l'utilizzo di un Ean27 o inferiore, a seconda della Pp02 a cui ci si vuole attenere, e per la deco una decompressiva Ean50. Chiaramente la pianificazione dell'immersione, e di conseguenza la scelta dei gas da utilizzare, varierà in funzione della profondità e del tempo di fondo che si ha intenzione di effettuare.

Relitto “il Chiattone”

Il Chiattone è un relitto situato a sud rispetto alle Secche della Meloria, ad una profondità di 15 m.
Il relitto si estende per una lunghezza di circa 40 m ed è largo circa 10m.
Lo scafo del relitto è piuttosto integro, solo la coperta è interrotta in alcuni punti da squarci dai quali è possibile intravedere la sentina.
Qui trovano riparo molti pesci tra cui corvine, ombrine, saraghi. Sempre sul relitto possiamo trovare, gronghi e murene e nudibranchi.

Foto e testo di
Maurizio Di Fiore

1 commento:

giga ha detto...

grande Maurizio !